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Opera

Chi siamo

Siena Opera della Metropolitana

L’Opera della Metropolitana di Siena si occupa principalmente di tutelare, amministrare e promuovere il complesso della Cattedrale.

La forma istituzionale è quella di una fabbriceria ONLUS con personalità giuridica, dotata dei seguenti organi: Consiglio di Amministrazione, Rettore e Segretario.

Il Consiglio di Amministrazione è composto da sette membri, nominati per un triennio, due dall’Ordinario Diocesano e cinque dal Ministro dell’Interno, sentito l’Arcivescovo. Il Consiglio elegge al suo interno il Rettore.

Consiglio di Amministrazione

Siena Opera della Metropolitana

NOVEMBRE 2025 – NOVEMBRE 2028

RETTORE:
DOTT. CARLO ROSSI

 

VICE RETTORE:
AVV. ALESSANDRO PASQUAZI
SEGRETARIO:
Avv. Silvia Verdoliva

 

REVISORE DEI CONTI:
Dr. Giovanni Nardi

CONSIGLIERI:

Dott. Agostino Anselmi Zondadari

Dott. Marco Magrini
Mons. Roberto Malpelo
Dott.SSA Patrizia Manganelli
Dott. Alfredo Monaci

 

 

STATUTO
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MODELLO
DI GESTIONE
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MODELLO
ORGANIZZATIVO
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CODICE
ETICO
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CONTRIBUTI
STATALI
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RIMBORSI SPESE
CONSIGLIERI
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BILANCIO SOCIALE OPA
2024
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NORME COMPORTAMENTALI FOTOGRAFI
E VIDEO-OPERATORI
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INFORMATIVA WHISTLEBLOWING
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La nostra storia

L’Opera della Metropolitana di Siena, con un’attività documentata fin dal 1190, è una delle più antiche istituzioni italiane ed europee. Dalla metà del XIII secolo l’Opera appare già ben definita sul piano istituzionale essendo dotata di un’autonoma struttura burocratica, di un cospicuo patrimonio immobiliare e di una sede amministrativa. Al vertice dell’amministrazione venne previsto un Operaio, affiancato da un gruppo di consiglieri e da uno scrittore con compiti di registrazione contabile, sostituito da un vero e proprio tesoriere (Camerlengo) a partire dal 1362. Nel 1545 la struttura e le funzioni attribuite nel Trecento all’Opera subirono una profonda modifica. Al vertice dell’Opera venne previsto un Rettore, eletto dalle massime istituzioni cittadine e un consiglio di nove “Savi”, uno dei quali scelto tra i canonici della Cattedrale.

…fin dal 1190

Le norme cinquecentesche trovarono applicazione sostanziale anche per tutta l’età moderna sebbene la nomina del Rettore divenne prerogativa del Granduca di Toscana. Negli ultimi decenni del XVIII secolo i granduchi modificarono più volte l’assetto dell’Opera finchè nel 1790 venne soppresso l’ufficio dei Savi ed affidata al Rettore ogni responsabilità amministrativa, in collaborazione con un bilanciere per la cura degli affari contabili e di un cancelliere per l’esecuzione di ogni incombenza burocratica. Dopo l’Unità d’Italia l’Opera del Duomo di Siena fu sottoposta come tutte le altre Fabbricerie alla legislazione dello Stato unitario.

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