{"id":33135,"date":"2022-08-05T11:21:49","date_gmt":"2022-08-05T09:21:49","guid":{"rendered":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/uncategorized\/manutenzione-e-scoperte-nella-cattedrale-senese\/"},"modified":"2022-08-05T11:21:53","modified_gmt":"2022-08-05T09:21:53","slug":"manutenzione-e-scoperte-nella-cattedrale-senese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/news-en\/manutenzione-e-scoperte-nella-cattedrale-senese\/","title":{"rendered":"Manutenzione e scoperte nella cattedrale senese"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"fs_big m_bottom_40\">\n<p>Pochi giorni fa sono state smontate da due altari marmorei della navata destra le importanti pale d\u2019altare con l\u2019<em>Estasi di San Francesco di Sales<\/em>, dipinta dal senese <strong>Raffaello Vanni<\/strong> (1595-1673), e con lo <em>Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena<\/em>, del fiorentino Pietro Dandini (1646-1712).<br \/>\nL\u2019operazione \u00e8 stata resa necessaria per restaurare le monumentali strutture architettoniche, che mostrano una gran sofferenza strutturale per le infiltrazioni di acqua dalle coperture durate troppo a lungo nei secoli, ma di recente arrestate dai debiti interventi di bonifica. Contemporaneamente al lavoro di carattere edile e di pulitura dei variegati marmi policromi degli altari, potr\u00e0 essere fatto anche il necessario intervento sulle tele, che appaiono sostanzialmente bene conservate, ma coperte da molta sporcizia e velate da una vernice ormai troppo ingiallita, che pu\u00f2 risalire all\u2019intervento generale di restauro attuato all\u2019aprirsi dell\u2019Ottocento, per porre rimedio ai guasti apportati dal terremoto del 1798. Si potr\u00e0 cos\u00ec tornare a vedere la chiara tavolozza che il Vanni predilesse per il suo dipinto. Fu papa Alessandro VII Chigi (Siena, 1599 \u2013 Roma, 1667) a volere questa raffigurazione, per dimostrare la venerazione verso Francesco di Sales, da lui fatto beato nel 1661 e poi canonizzato nel 1665. L\u2019altare porta infatti lo stemma del papa e quello del cardinal nipote Flavio Chigi, che fece terminare l\u2019impresa di questa cappella.<br \/>\nNell\u2019adiacente altare del cardinale e arcivescovo di Siena Celio Piccolomini (Siena, 1609-1681) \u00e8 un\u2019importante testimonianza della pittura fiorentina, collocata nel 1679. Pier Dandini vi dimostra tutto il suo estro barocco, nell\u2019illustrare il matrimonio mistico di Santa Caterina da Siena. Con tale figurazione si volle cambiare la titolazione dell\u2019altare, che in precedenza era dedicato a Sant\u2019Antonio abate.<br \/>\n<strong>Rimovendo questa grande pala d\u2019altare \u00e8 riaffiorato un grande frammento di un antico affresco<\/strong>. Nonostante la consunzione della malta sono ancora visibili alcuni busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Si tratta di un\u2019antica figurazione dipinta sul fondale della cappella tardomedievale, a fare da ornamento a un trittico su tavola posto sull\u2019altare. Di questo allestimento esiste una preziosa testimonianza raffigurata da Pietro di Francesco Orioli sulla copertina della Gabella del 1483 (oggi all\u2019archivio di Stato di Siena), sulla quale si volle far dipingere l\u2019omaggio delle chiavi della citt\u00e0 alla venerata immagine della Madonna delle Grazie. Se l\u2019esistenza di questo insolito documento visivo fa tornare indietro nel tempo ad assistere a quella importante celebrazione votiva, la conservazione di tanti documenti cartacei nel grande archivio dell\u2019Opera del Duomo consente addirittura di recuperare il nome dell\u2019artista che affresc\u00f2 il fondale della cappella al tempo dedicata a Sant\u2019Antonio abate. Il 6 aprile 1400 <strong>Paolo di Giovanni Fei<\/strong> fu pagato ben 15 fiorini d\u2019oro \u201c<em>per chagione di cierto lavorio che fecie a la cappella di sant\u2019Antonio in duomo, cio\u00e8, di dipintura, per oro e azurro, e ogni altra sua spesa<\/em>\u201d. Quanto resta delle gentili facce delle sante riscoperte permette ancora di riconoscere la maniera gentile e vera di Paolo di Giovanni Fei (Siena, noto dal 1369 \u2013 morto nel 1411), uno dei maggiori pittori del tempo, che seppe recuperare la lezione dei grandi maestri del primo Trecento, traghettando la scuola senese verso la vitale stagione del tardogotico.<\/p>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Pochi giorni fa sono state smontate da due altari marmorei della navata destra le importanti pale d\u2019altare con l\u2019Estasi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":32640,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[361],"tags":[],"class_list":{"0":"post-33135","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news-en"},"menu_order":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33135"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33138,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33135\/revisions\/33138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32640"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/operaduomo.siena.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}