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cattedrale di siena

Museo dell’Opera

Museo dell’Opera

Il Duomo nel Museo.

I capolavori di Duccio di Buoninsegna – la Maestà e la grandiosa Vetrata– le sculture di Giovanni Pisano, di Donatello e di Jacopo della Quercia, i tessili in seta preziosa, le raffinate oreficerie e i rarissimi codici miniati: questo e molto altro ancora nel percorso alle collezioni del Museo.

Durante il percorso che si snoda intorno al complesso museale della Cattedrale verrete condotti all’interno della navata destra del Duomo Nuovo. Qui ha sede il Museo dell’Opera, uno dei più antichi musei privati istituiti in Italia.

Viene fondato nel 1869 con il consenso del Ministero della Pubblica Istruzione, in un periodo estremamente fecondo di grandi realizzazioni. La sede è prestigiosa. La collezione è infatti conservata negli ambienti ricavati dalla chiusura delle prime tre campate della navata destra del cosiddetto Duomo Nuovo, la cui costruzione, iniziata nel 1339, venne interrotta dopo la peste del 1348.

Giovanni Pisano, Maria di Mosé


PIANO
TERRA

Nelle sale al piano terreno si trova esposta l’importante raccolta di statuaria senese trecentesca proveniente dalla facciata della cattedrale, il cui primo progetto si deve a Giovanni Pisano. Le straordinarie statue in marmo raffiguranti Sibille, Profeti e Filosofi dell’antichità, scolpite dal Pisano durante la sua carica di capomastro (1285-1297), vibrano del nuovo modo di scolpire dell’artista e si animano di un dinamismo e di un verismo gotico pervaso da impeti spirituali.

La sala, inoltre, presenta due importanti opere di artisti quattrocenteschi. Un bassorilievo proveniente dalla cappella di S. Sebastiano in duomo, raffigurante la Madonna in trono col Bambino e il cardinal Casini, opera di Jacopo della Quercia (1437-1438), e il celebre tondo di Donatello con la Madonna col Bambino, detta 'del Perdono' (1458 ca.), proveniente dall’antico altare della Madonna delle Grazie in duomo.

In fondo alla sala è stata collocata la grande Vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegnatra il 1287 e il 1290 per l’occhio absidale della cattedrale.

Jacopo della Quercia, Madonna col Bambino, sant'Antonio abate e il cardinal Casini

Donatello,
Madonna col Bambino detta del "Perdono"

Galleria delle Statue

La vetrata con i suoi sei metri di diametro, presenta nella fascia verticale tre storie della Vergine quali la Sepoltura, l’Assunzione e l’Incoronazione. Nei triangoli, seduti su troni marmorei, sono invece rappresentati gli Evangelisti, mentre i quattro santi patroni di Siena, Bartolomeo, Ansano, Crescenzio e Savino, compaiono nella fascia laterale.

L’azzurro intenso degli sfondi, il giallo dorato, il rosso rubino, il viola ametista e il verde smeraldo delle vesti, assieme al rosa delicato scelto per gli incarnati, rifulgono in uno straordinario gioco cromatico.

Duccio di Buoninsegna, Assunzione

PRIMO
PIANO

Al primo piano del Museo, in una sala climatizzata, incontriamo la magnifica pala d’altare con la Maestà di Duccio di Buoninsegna, vero incanto di tutta la collezione, capolavoro assoluto dell’arte pittorica italiana del primo Trecento.

Duccio di Buoninsegna, Maestà del Duomo di Siena

Il dipinto, realizzato dal Maestro tra il 1308 e il 1311, era visibile da entrambi i lati e risulta una delle più vaste imprese artistiche di tutti i tempi, considerando che oltre quaranta figure sono rappresentate nella faccia anteriore e quasi ottanta sono presentate nelle storie del retro, delle predelle e dei coronamenti. Nella parte anteriore è raffigurata la Madonna in trono, santi e angeli, e in quella posteriore, suddivisa in ventisei scene, la Passione di Cristo. Nella stessa sala si trova anche la tavola dipinta da Pietro Lorenzetti per l’antico altare di S. Savino in duomo raffigurante la Natività della Vergine (1342).

Duccio di Buoninsegna, Ingresso a Gerusalemmme

Nelle salette attigue alla Sala della Maestà troviamo una ricca e prestigiosa collezione di scultura lignea e di codici miniati. Di notevole pregio le statue dei Dolenti scolpite da Domenico di Niccolò dei Cori tra il 1414 e il 1415 e la serie con la Madonna e santi eseguita da Jacopo della Quercia tra il 1415 e il 1420. All’interno di teche, sono conservati alcuni dei numerosi codici antichi provenienti dalla cattedrale e miniati da artisti del calibro di Lippo Vanni, Sano di Pietro e Benvenuto di Giovanni.

Jacopo della Quercia, Madonna col Bambino e santi

Benvenuto di Giovanni, Creazione dei corpi celesti

Sala del Tesoro

Continuando nel percorso si arriva alla Sala del Tesoro, dove sono disposte oltre duecento suppellettili legate alla liturgia sacra. Ricca e importante è la sezione dedicata ai calici, bellissimo quello con smalti realizzato da Goro di ser Neroccio nel XV secolo, e ai reliquiari.

Reliquiario del braccio di San Giovanni

Tra questi ultimi meritano un attenzione particolare il Reliquiario di san Galgano, una tra le opere più importanti dell’oreficeria senese, datato intorno alla fine del XIII secolo, e il Reliquiario del braccio di san Giovanni, commissionato da Pio II nel 1466 a Francesco d’Antonio, dopo che Tommaso Paleologo aveva donato al papa la reliquia del santo. Di rara bellezza il servito liturgico proveniente dalla cappella della Madonna del Voto nel Duomo di Siena, realizzato in cristallo di rocca e montato su argento impreziosito da smalti traslucidi. L’arredo, prodotto alla metà del XVII secolo per volontà del papa Alessandro VII Chigi, costituisce un capolavoro di arte orafa per l’estrema raffinatezza degli intagli e dei decori e per la perfezione della tecnica esecutiva. Legata alla committenza Chigi è anche la splendida Rosa d'Oro, disegnata dal Gian Lorenzo Bernini, che lo stesso Alessandro VII donò alla cattedrale senese nel 1658.

Goro di ser Neroccio, Calice

Reliquiario di san Galgano

Rosa d'oro

ULTIMO
PIANO

Si articola principalmente nelle tre sale dell’ultimo piano la ricca collezione dei dipinti su tavola e tela di soggetto sacro provenienti dalla cattedrale e databili tra il XIII e il XIX secolo.

Maestro di Tressa,
Madonna degli occhi grossi

Nella prima sala il percorso espositivo è costituito per lo più da dipinti su tavola a fondo oro. Si trova qui la Madonna degli Occhi Grossi, uno dei più antichi dipinti di scuola senese, realizzato dal Maestro di Tressa nel secondo quarto del XIII secolo, davanti alla quale il popolo senese, prima della battaglia di Monteaperti (4 settembre 1260), pronunciò una preghiera per affidare la città alla Vergine. Vale inoltre ricordare il grande polittico di Gregorio di Cecco con la Madonna dell’Umiltà e santi (1423) proveniente dall’altare della Visitazione in duomo e le due grandi tavole con le Prediche di San Bernardino realizzate da Sano di Pietro nel quinto decennio del Quattrocento.

Gregorio di Cecco, Madonna dell'umiltà e santi

Sano di Pietro, Predica di san Bernardino in Piazza del Campo

Sala dell'Alfieri

La seconda sala, detta dell’Alfieri, ospita le bellissime pale d’altare di Matteo di Giovanni: quella con la Madonna in trono con sant’Antonio e san Bernardino (1460) proveniente dal Battistero, e quella con la Madonna in trono con quattro santi e angeli (1480) proveniente dall’altare Celsi in duomo. Tra le opere più originali della sala la tavola con San Paolo in trono, realizzata da Domenico Beccafumi nel 1516, a cui si aggiunge l’elegante coppia in terracotta policroma con l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata e seguita dall’artista intorno al 1545.

Matteo di Giovanni,
Madonna in trono col Bambino e i santi Antonio e Bernardino

Domenico Beccafumi,
San Paolo in trono

Sala degli Arazzi

La produzione del XIX secolo, conservata nella Sala degli Arazzi, completamente rivestita da un paramento murario del XVII secolo, è illustrata dai grandi bozzetti per i mosaici delle cuspidi della facciata del Duomo, realizzati nel 1878 dai pittori Luigi Mussini e Alessandro Franchi. Intorno alle pareti, entro teche, è conservata una importante collezione di tessili provenienti dalla cattedrale, mentre, in una vetrina al centro della sala, si trova la preziosa Casula in diaspro lucchese, realizzata tra il XIII e il XI secolo.

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orari museo

1 marzo - 1 novembre: 10:30 - 19:00 /
2 novembre - 28 febbraio: 10:30 - 17:30 /
26 dicembre - 8 gennaio: 10:30 - 18:00 /

Ultimo ingresso mezz'ora prima l'orario di chiusura dei Musei.
Gli orari potrebbero subire variazioni a causa di celebrazioni religiose.

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